I grassi alimentari: amici o nemici della salute?
Scritto da Anna Pirovano - 8 novembre 2017
I grassi sono sempre stati considerati nei decenni passati, soprattutto negli anni 80, i nemici numero uno della nostra salute. 

 L’opinione pubblica li ha sempre associati all’idea del sovrappeso, alle malattie cardiovascolari. 

Di conseguenza si è sempre pensato che la loro esclusione / riduzione drastica dall’alimentazione potesse essere un’arma vincente per perdere peso e combattere le malattie cardiovascolari e metaboliche.

Ma ne siamo proprio sicuri? 

Questa demonizzazione dei grassi alimentari ha portato a eliminare / sconsigliare l’assunzione di certi alimenti, in realtà fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo. 

Tra questi: l’olio extravergine di oliva, la frutta secca a guscio, i semi oleosi. 

Di contro quindi, anche se involontariamente, è stato promosso il consumo di alimenti ricchi in zuccheri, carboidrati raffinati con un ridotto contenuto di fibra e micronutrienti e con un elevato apporto di calorie.

LA RIVINCITA DEI GRASSI ALIMENTARI
Gli studiosi, per fortuna, in questi anni hanno continuato ad approfondire con nuovi studi il ruolo dei grassi nella dieta. 

E indovinate cosa hanno scoperto? 

Udite udite: è decisamente più efficace ai fini della riduzione del rischio cardio metabolico di un individuo, avere un’alimentazione bilanciata e completa, piuttosto che ridurre l’assunzione in modo drastico dei grassi!

Infatti abbassare dal 34% delle calorie totali della dieta al 29% l’apporto di questo macronutriente non corrisponde affatto a una riduzione del rischio cardiometabolico e oncologico.

ATTENZIONE: con questo non vi sto dicendo di iniziare a consumare in modo smisurato qualsiasi tipo di grasso!!

In primis la riduzione del rischio cardiovascolare si osserva sostituendo i grassi saturi (che comunque non devono essere totalmente eliminati dall’alimentazione!) con quelli insaturi, in modo particolare i polinsaturi.

Sono invece da ridurre al minimo poiché dannosi per la nostra salute i grassi detti IDROGENATI o TRANS. 

Questi ultimi derivano dalle trasformazioni industriali degli oli e li troviamo per esempio nella maggior parte di merendine e snack.

DALLA TEORIA ALLA PRATICA
Come comportarsi dunque a livello pratico?
  • Non escludere i grassi dall’alimentazione ma distinguere le fonti alimentari. Infatti è bene privilegiare le fonti vegetali (come l’olio extravergine di oliva e la frutta secca a guscio) e ittiche (contenenti gli acidi grassi polinsaturi omega 3, essenziali per il nostro organismo). Da recenti studi si è osservato come un’alimentazione tipicamente mediterranea abbinata a un corretto quantitativo di olio extravergine di oliva o frutta a guscio porta nel tempo a una notevole riduzione del rischio cardiovascolare, di diabete di tipo 2, a un maggior controllo della pressione sanguigna, della glicemia e del colesterolo.
  • Non bandire i grassi saturi. Infatti sono comunque importanti per il nostro organismo per costruire membrane cellulari, assorbire vitamine liposolubili e proteggere organi vitali come il cuore.
  • Privilegiare i “grassi buoni” rispetto agli alimenti ricchi di sale, di zuccheri aggiunti, a base di carboidrati raffinati e carni lavorate (i salumi).
...IN CONCLUSIONE...

Ancora una volta sapete cosa vi dico? 

L’arma vincente è sempre un’ALIMENTAZIONE BILANCIATA ED EQUILIBRATA, che non esclude nessun macro o micronutriente, ma che nelle giuste proporzioni (raccomandate dalle più recenti linee guida), prevede di tutto un po
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